La Montecatini non ha bisogno di presentazioni. Un ex colosso della chimica italiana conosciuta in tutto il mondo. Nata nel 1888.
In questo anno (1888) in Val di Cecina fu fondata la Società anonima delle miniere di Montecatini, l'embrione della futura colossale azienda chimica italiana Montecatini.
Nata per sfruttare i giacimenti di rame locali, la società si espanse rapidamente, diventando un gigante industriale.
Nei primi anni del 900 e per l'esattezza nel 1910, grazie alla conduzione dell'Ing. Guido Donegani, avviene lo spostamento strategico: la società converte la pirite in acido solforico, entrando così nel settore chimico (acidi, fertilizzanti).
Lo stabilimento in questione era una filiale produttiva della Montecatini. Si occupava di produrre perfosfati (ossia è un concime artificiale che rende il fosforo solubile e assimilabile, a differenza della roccia fosfatica grezza che le piante utilizzano con difficoltà.)
Lo stabilimento nasce nei primi decenni del Novecento, quando la Montecatini (Montecatini – Società Generale per l’Industria Mineraria e Chimica) stava espandendo la propria rete di impianti chimici nel Nord Italia.
Lo stabilimento era dedicato soprattutto alla produzione di concimi chimici, in particolare fosfati e fertilizzanti per l’agricoltura, settore chiave per l’economia italiana dell’epoca.
Tra gli anni Venti e il secondo dopoguerra, la fabbrica conobbe una forte espansione arrivando ad occupare centinaia di operai.
Nel secondo dopoguerra lo stabilimento continuò l’attività, ma nel tempo cambiò assetto societario che confluì nella Montedison (fusione Montecatini–Edison nel 1966).
A partire dagli anni Settanta lo stabilimento entrò in crisi per via di un calo della produzione. L’attività cessò definitivamente a cavallo tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta.
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